Articolo
Come la Generazione Z gestisce il denaro
Educazione finanziaria

Chi sono i ragazzi della Generazione Z? Ma soprattutto, come sono? Per capire come gestiscono il loro denaro è prima necessario definirli.

I “nuovi giovani” sono i nati tra il 1995 e i primi anni del nuovo secolo, attualmente siedono ai banchi di scuola o hanno iniziato da poco ad approcciarsi al mondo del lavoro. Sono, in sostanza, i fratelli minori dei Millennials, dai quali presentano alcune evidenti differenze. Una di queste è che se la generazione precedente ha avuto un approccio graduale al digitale - ci si è, diciamo, adattata - i Gen Zers, come vengono chiamati oltreoceano, invece sono nati con la tecnologia a portata di mano e il mondo a portata di click.

Attrarre e fidelizzare questo segmento di popolazione alle filiali è molto complicato: essendo mobile-first pretendono un metodo veloce per gestire il loro denaro e, soprattutto, lo vogliono poter controllare ovunque e in ogni momento. App e velocità di connessione permettono un approccio immediato al portafoglio digitale; ciò induce i giovani a utilizzare metodi FinTech che mettono a disposizione servizi finanziari alternativi a quelli del tradizionale sistema bancario, come wallet per pagamenti online, consentendogli di fare tutto con il loro smartphone.

Infatti, quello che emerge da numerose ricerche, è che rispetto alla generazione precedente hanno un rapporto molto più responsabile con le loro finanze. Inoltre, tendono a un costante risparmio.

Perché? Il motivo è semplice, sono preoccupati per il loro futuro.

Gli Z hanno visto la crisi economica colpire i Millennials, disilludendo aspettative e facendo crollare sogni. Hanno visto cos’è il “precariato” e non hanno intenzione di sperimentarlo, dato che prevedono una pensione lontana ed esigua se non compensata da un assegno integrativo per il quale - si apprende da una ricerca del Center for Generational Kinetics - hanno già iniziato a risparmiare.

Ma oltre al gruzzolo per il loro futuro, le forme di risparmio di questi giovani vengono attuate in ogni tipo di acquisto: sono molto attenti a sconti, cashback, occasioni o al confronto dei prezzi per qualsiasi bene.

Inoltre, la nuova generazione è molto sensibile e preoccupata per gli effetti del cambiamento climatico e del gender gap sul lavoro; motivo per cui i temi di investimento ai quali sono maggiormente propensi sono legati alla sostenibilità - ambientale e sociale - e alla tecnologia. Lo conferma lo studio effettuato da Deloitte, il Deloitte Global Millennial Survey 2020, che segnala la priorità per questa generazione di essere protagonista del cambiamento, partecipando al contrasto dei mutamenti climatici e sostenendo i diritti sociali.

Un insieme di motivi che inducono a non stupirsi se i giovani del nuovo millennio tendono a commisurare in modo molto cauto le loro spese.

L’emergenza sanitaria ha di sicuro aggravato certi timori, ma in realtà potrebbe aver avuto anche un effetto positivo sull’approccio degli Z al denaro. Durante il lockdown i giovani hanno navigato più di prima nei social, specie su TikTok, dove vengono pubblicati anche contenuti di finanza: dall’apertura del conto corrente al controllo delle uscite, per passare ai consigli di investimento. Proprio questi temi sono esplosi durante la pandemia, portando i giovani a cercare informazioni in materia di soldi. Insegnamenti che li hanno resi consapevoli di alcune opportunità finanziarie a loro disposizione ma in modo non approfondito ed esaustivo.

Un altro fattore da sottolineare è che vengono sviluppate sempre più App che rendono estremamente semplice aprire un negozio online e diventare freelance: si pensi, ad esempio, al recente boom di Vinted, una piattaforma gratuita online che permette di acquistare, vendere e scambiare abbigliamento, scarpe e accessori di seconda mano. Non c’è da stupirsi, allora, se i giovani hanno sviluppato una tendenza all’investimento e alla micro imprenditorialità, acquisendo maggiore - anche se parziale - sicurezza finanziaria, una mentalità aperta all’impresa e competenze creative riguardo strategie di marketing digitale.

Alcuni ragazzi però vengono fortemente influenzati dai pregiudizi dei genitori che reputano i pagamenti online e l’utilizzo delle carte di credito rischiosi e colmi di insidie. Infatti da una ricerca emerge che una gran parte di giovani (48%) è ancora molto legata alle banconote sebbene possieda già una carta di pagamento.

Guardando lo scenario europeo dei pagamenti digitali, infatti, l’Italia si conferma tra gli ultimi posti della classifica. Sebbene ci sia stata una crescita del 17% rispetto al 2018, l’aumento di pagamenti elettronici in Italia cresce a ritmo più lento rispetto ai due Paesi che si posizionano più in basso nella graduatoria.

Un trend indubbiamente in crescita, però, consiste nell’uso di piattaforme di sharing money da parte dei giovani, le quali permettono uno scambio di denaro in modo semplice, veloce e senza costi di trasmissione. App come Satispay o PayPal vengono utilizzate per un’ampia varietà di azioni: dalla colletta per regali, feste, cene oppure per gli acquisti online legati allo shopping come anche al food delivery.

Oltre che immediatezza, la nuova generazione si aspetta maggiore trasparenza possibile, sulle sue operazioni, da parte di realtà finanziarie e banche. Per i Gen Zers è fondamentale essere a proprio agio con i temi finanziari – qualvolta visti come rigidi e confusi – pertanto sono alla ricerca di servizi che offrano un approccio empatico, umano e con regole etiche che li facciano sentire protetti e sicuri nella gestione del denaro.

Se sei giovane e ti stai affacciando per la prima volta al mondo degli investimenti, può sembrarti difficile comprendere come gestire soldi e risparmi per il tuo futuro. I professionisti di BPER Banca possono valutare insieme a te ogni opportunità; inoltre, consulenti esperti possono aiutarti a chiarire i dubbi e rispondere alle tue domande.

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Novembre 2021

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