Questo sito utilizza cookies tecnici per offrirti la migliore esperienza di navigazione, statistici / analitici anche di terze parti e di profilazione di terze parti. Cliccando su un punto qualsiasi dello schermo, scrollando la pagina o chiudendo questo banner, presti il consenso all’uso di tutti i cookies. Per informazioni e scoprire come negare il consenso al loro utilizzo o come disabilitarli clicca qui. CHIUDI
Articolo
Cosa abbiamo imparato dalle crisi passate?

Le crisi economiche e finanziarie sono da sempre un fenomeno che preoccupa e desta allarme, soprattutto quando hanno carattere tali da determinare impatti reali. Prevederle è spesso difficile, così come è complesso determinarne l’evoluzione.

Il loro arrivo è ricorrente e si muove lungo ondate cicliche; gli esempi nella storia, infatti, non mancano. E’ utile comprendere come ognuna abbia avuto caratteristiche proprie e peculiari.

Tra le più antiche e famose c’è quella dei tulipani, originatasi dopo lo scoppio della prima vera e propria bolla speculativa della storia, tra il 1634 e il 1637. Il tulipano venne importato dall’Impero Ottomano all’ Europa solo nel 1554, ma nei Paesi Bassi diventò rapidamente una merce di lusso, scatenando una corsa alle qualità più rare. Il prezzo dei tulipani ben presto salì alle stelle fino a raggiungere livelli insostenibili: all’apice delle quotazioni, con due bulbi si poteva acquistare una casa nel centro di Amsterdam. Questa rincorsa speculativa ai prezzi al rialzo terminò’ dopo la famosa asta di Alkmaar del 5 febbraio 1637, in cui centinaia di lotti di bulbi furono venduti per un ammontare monetario di 90.000 fiorini (l'equivalente di circa 5 milioni di euro). Nei giorni successivi però bastò un calo della domanda in un asta per tramutare la febbre dei tulipani in panico provocando una vendita generalizzata che fece precipitare i prezzi di mercato in tutto il paese. Centinaia di olandesi, inclusi uomini di affari e nobili, caddero in rovina da un giorno all’altro.

Qualche secolo dopo, la stessa dinamica ma con un “oggetto” diverso diede origine al ben più noto crollo di Wall Street nell’ottobre del 1929, i cui effetti si fecero sentire a livello mondiale.

Dall’inizio del 1900, gli Stati Uniti avevano conosciuto un enorme boom economico: non avere fiducia nel sistema finanziario americano era impossibile. La nuova classe media iniziò ad investire in azioni, spesso chiedendo prestiti alle banche per effettuare tali acquisti e questo alimentò la crescita delle quotazioni dei prezzi. ll picco dei prezzi si registrò il 3 settembre del 1929, dopodiché le quotazioni iniziarono a sgonfiarsi. Durante il successivo 24 ottobre, passato alla storia come il “Giovedì nero”, il valore delle azioni della Borsa di New York precipitò, provocandone il crollo e scatenando una successiva contrazione economica definita la Grande Depressione americana.

Un’altra crisi finanziaria, più recente è stata quella del 2008, determinata dallo scoppio della bolla immobiliare dei mutui subprime. All’origine di una sopravvalutazione dei prezzi, in questo caso, c’erano politiche governative e di concessione di prestiti da parte di istituti di credito che favorirono un incremento nella domanda di case.

I prestiti venivano infatti concessi anche a coloro che avevano minori garanzie di “restituzione” (definiti “Ninja”, no income, no job, no asset) ovvero persone che non avevano lavoro, né entrate di denaro e non possedevano nessun bene a garanzia del prestito ricevuto. Il sistema si autososteneva con la crescita dei prezzi delle case: fino a quando i prezzi delle case avessero continuato a salire, il creditore sarebbe stato tutelato dall’aumento del valore dell’immobile, e in caso di insolvenza avrebbe potuto rivendere la casa in un mercato liquido ed attivo e ripagare il mancato pagamento del debito. Al raggiungimento però di prezzi ben al di sopra di valori equilibrati di mercato anche in questo caso, la bolla scoppiò quando la domanda incominciò a calare a causa della incapacità monetaria dei cittadini di sostenere i costi.

La crisi immobiliare, si propagò’ velocemente al sistema finanziario: suoi effetti sulle famiglie americane furono tragici e anche il sistema economico mondiale ne uscì pesantemente incrinato. 

Leggendo la descrizione di queste tre bolle speculative, è molto semplice ritrovare più di un tratto comune.
Lo storico economico Kindleberger, a tal proposito, ha teorizzato che all’interno di ogni crisi finanziaria si susseguono sempre quattro fasi distinte: euforia, disagio, panico, crollo. Il ciclo inizia con delle specifiche focalizzazioni e manie, che provocano l’inizio di bolle speculative: bulbi di tulipani, azioni, case. La fase di euforia prende avvio proprio da queste, portando ad aumenti di prezzo considerevoli degli oggetti interessati che attirano l’attenzione anche dei profani della materia: ne iniziano a parlare tv e giornali, e anche i vostri amici e parenti vi raccontano di quanti soldi abbiano fatto investendo in quel settore.

La speculazione viene effettuata da due tipi di agenti: gli insider e gli outsider. I primi sono coloro che operano dentro il mercato, con conoscenza delle sue logiche e maggiore consapevolezza del fenomeno e dei suoi possibili rischi ed implicazioni; i secondi sono invece individui meno informati ed esperti che decidono comunque di investire per eccesso di fiducia. La “generazione di fiducia diffusa” è un catalizzatore molto importante, che alimenta o frena gli scambi, dando origine a un “effetto contagio” e di diffusione del fenomeno.

Ma esiste un modo per proteggersi dal rischio di incappare in situazioni del genere? Assolutamente sì.

Il primo insegnamento è molto semplice: non avventurarsi da soli e senza strumenti adeguati in terreni poco conosciuti. Il fai da te, quando si parla di investimenti, non è mai la scelta giusta. Scegliere da soli o sulla base delle opinioni dei conoscenti può essere molto dannoso sul lungo termine. Il secondo insegnamento è darsi sempre un metodo ed un limite massimo di concentrazione degli investimenti al fine di ridurre l’impatto di un cattivo investimento sul proprio patrimonio.

Se hai deciso di investire, vale la pena affidarsi a dei professionisti del settore in grado di consigliarti al meglio; BPER Banca offre un servizio di consulenza finanziaria su misura, che puoi aiutarti a scegliere consapevolmente come e dove investire i tuoi risparmi.

Le tue scelte dovrebbero infatti rispecchiare i tuoi bisogni, considerando un adeguato orizzonte temporale, e non per forza i trend del momento. Come abbiamo visto, non sempre le cose vanno per il meglio quando si seguono le mode in ambito finanziario. Sebbene l’idea di guadagnare ingenti somme di denaro solo tramite un piccolo investimento sia molto allettante, l’emotività in questi casi è sempre cattiva consigliera. Prima di agire in campo finanziario è fondamentale avere un quadro chiaro della situazione, oltre che degli strumenti e dei mercati. In questo senso, per evitare brutte sorprese, vale la pena affidarsi a dei professionisti in grado di interpretare le tue necessità e di tradurle in un portafoglio d’investimenti che sia equilibrato e che abbia un obiettivo di crescita e controllo dei rischi al tempo stesso. I nostri consulenti BPER Banca si occupano proprio di questo: possono guidarti con trasparenza e chiarezza attraverso proposte di investimento personalizzate, illustrandoti sempre sia le opportunità e che gli eventuali rischi rispetto alla tua situazione e agli obiettivi che vuoi raggiungere.

Se ti è piaciuto questo contenuto e vuoi rimanere aggiornato sulle prossime pubblicazioni, iscriviti alla Newsletter.

Richiedi una prima consulenza
VUOI PIÙ INFORMAZIONI?
Richiedi una prima consulenza.
Dove ti trovi?
DOVE TI TROVI?
Scopri quanto siamo vicini.
Lascia la tua mail

X