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Immobili: agevolazioni per Under 36
Consulenza sul patrimonio

Mediamente, i giovani italiani lasciano la casa dei genitori all’età di trent’anni: 30,1 a voler essere precisi. Vale a dire trent’anni e qualche settimana. Senza andare geograficamente troppo lontano, Francia e Germania ci distaccano di quasi sette anni, con un’età media di uscita di casa di 23,6 e 23,7 anni, rispettivamente. Per non parlare dei Paesi scandinavi (in Svezia, l’età media è addirittura di 17,8!). Insomma, nel resto del continente i ragazzi sembrano essere decisamente più precoci. Per quale motivo? Colpa dei famosi mammoni italiani? Forse, ma non solo.

Nel determinare un simile divario, infatti, non possono non concorrere le diverse politiche di welfare giovanile e opportunità di lavoro che ciascuno Stato è in grado di garantire. E quindi, in sostanza, le garanzie necessarie a un’uscita di casa che non sia un salto nel vuoto. Perché, parliamoci chiaro, la maggior parte dei giovani italiani vorrebbe uscire di casa. A maggior ragione oggi, dopo due anni di pandemia e lockdown, che hanno costretto numerose famiglie a una convivenza forzata tra figli e genitori, 24/7, e che ci hanno permesso di sperimentare l’ormai celeberrimo smartworking, che il più delle volte si traduce in homeworking. Vale a dire: oggi la casa è diventato anche un luogo di lavoro.

Ed è quindi in questa direzione che va inquadrato il decreto Sostegni bis (D.L. n. 73/2021), il quale, fra le diverse misure promulgate, prevede sostanziali agevolazioni per l’acquisto della prima casa da parte dei giovani under 36 – a patto che l’ISEE del contraente non superi i 40.000 euro. Un provvedimento che mira a garantire e aiutare quei giovani che vorrebbero acquistare un immobile e trasferirvisi, ma non sono in grado di fornire le garanzie sufficienti.

L’articolo 64 del citato Decreto (Misure in favore dell’acquisto della casa di abitazione ed in materia di prevenzione e contrasto al disagio giovanile), convertito con modifiche dalla legge n. 106/2021, infatti, stabilisce che gli under 36 che acquisteranno la “prima casa di abitazione” tra il 26 maggio 2021 e il 30 giugno 2022 potranno godere di un consistente pacchetto di incentivi fiscali e non solo. Ma procediamo con calma.

Innanzitutto, come prima agevolazione, l’acquisto non sarà soggetto alle imposte di registro, ipotecaria e catastale. Mentre le ultime due rappresentano un risparmio relativo (misura fissa di 50 euro l’una), ben diverso, invece, è il risparmio garantito dall’esenzione dall’imposta di registro. Prendendo ad esempio un immobile dal valore catastale di 200.000 euro, infatti, l’acquirente under 36 godrà di un risparmio fiscale di 4.000 euro rispetto all’agevolazione ordinaria “prima casa” (imposta di registro al 2% del valore catastale) e di 18.000 euro rispetto al regime ordinario (imposta di registro al 9%). Un risparmio decisamente sostanzioso, quindi. Nel caso l’acquisto riguardasse invece un immobile soggetto a IVA, il risparmio economico immediato sarebbe minore, ma l’acquirente under 36, se capiente, avrebbe diritto a un credito d’imposta pari all’IVA pagata oltre, ovviamente, alle già citate esenzioni.

A completamento del pacchetto di agevolazioni, poi, si aggiunge l’esenzione dall’imposta sostitutiva applicabile sugli eventuali finanziamenti accesi per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell’immobile (stabilita attualmente allo 0,25% del finanziamento), per un ulteriore vantaggio complessivo. Da ultimo, e in aggiunta al già considerevole beneficio economico di cui sopra, gli acquirenti under 36, con ISEE non superiore a 40.000 euro, che decideranno di fare il grande passo tra il 26 maggio 2021 e il 30 giugno 2022 beneficeranno del potenziamento del Fondo di garanzia prima casa, grazie al quale potranno contare su una maggiore garanzia da parte dello Stato, che si farà carico dell’80% della quota capitale della rata (anziché del precedente 50%) qualora le rate del mutuo non venissero pagate (purché l’ammontare del finanziamento non sia superiore all’80% della casa). In un secondo momento, sarà lo stesso Fondo di garanzia a chiedere al mutuatario la quota anticipata, senza alcun tasso d’interesse.

Agevolazioni sostanziali, quindi, se pur di non immediata comprensione per i non addetti ai lavori, che potranno però contare sul supporto dei consulenti BPER Banca. In termini profani, comunque, il Decreto sembra puntare in una chiara direzione: offrire un sostegno e una garanzia statali a quei giovani che desiderano acquistare un immobile e, con esso, un pezzo di futuro e di presente. Perché una casa non è un semplice investimento e perché, dopo un anno di lockdown e di zone multicolore, magari c’è qualcuno che cerca un po’ di spazio. In una casa tutta propria.

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