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Cosa fare quando i mercati sono burrascosi: 10 consigli

L’emergenza COVID-19 sta avendo un effetto profondo su molti aspetti della nostra vita.

Non solo le misure di lockdown hanno interessato la sfera privata delle persone, ma l’intero sistema economico sta vivendo trasformazioni, sfide e problemi sempre nuovi, con una forte imprevedibilità sullo sfondo, a cui è difficile abituarsi.

In questo scenario di grande incertezza è normale essere preoccupati per i propri investimenti. Come stanno reagendo? Se ho dei soldi da investire, è meglio evitare rischi e lasciarli sul conto? Ma cosa fare se perdono troppo valore?

I consulenti BPER Banca rispondono a queste domande quotidianamente, durante il servizio di consulenza finanziaria rivolto a tutti i tipi di cliente. Sono domande che molti si stanno ponendo, qualsiasi sia la grandezza del capitale investito e il loro livello di educazione finanziaria, e per aiutarli abbiamo stilato una lista di dieci consigli utili per navigare in un periodo di mercati particolarmente burrascosi.

1. Non lasciarsi governare dal panico

È una regola da rispettare in tutte le occasioni, anche quelle di “calma” sui mercati. Il panico, e in generale la gestione emotiva degli investimenti, rendono difficile capire la causa di un problema, e quindi la giusta allocazione del proprio capitale. Il panico si supera mantenendo una prospettiva razionale sulla situazione e sulle proprie aspettative.

2. Ma anche l’euforia è da tenere sotto controllo

Così come il panico e la paura, l’euforia è uno degli altri sentimenti che popolano quotidianamento i mercati. Queste emozioni si ripetono ciclicamente, e il rischio per ogni investitore è lasciarsi trasportare da questo meccanismo. L’euforia, per esempio legata a investimenti in specifici mercati o tipologia di prodotti, rischia di portare a un “effetto gregge” capace di generare pericolose bolle speculative.

3. Accettare il fatto che un rischio minimo ci sarà sempre

Il rischio è una parte intrinseca a ogni investimento finanziario. Non esiste uno strumento che non abbia un determinato tipo di rischio. Certo, esistono prodotti che hanno un rischio molto basso, ma sono solo una parte dell’ampio ventaglio di proposte che i mercati finanziari offrono. Il rischio più importante da tenere conto è il proprio: qual è la mia propensione al rischio? Quanto sono disposto ad accettarne e per quanto tempo? Solo le risposte a queste domande consentono di scegliere con cura il rischio più accettabile per il proprio capitale.

4. Diversificare è d’obbligo

La diversificazione è uno dei principi chiave per la costruzione di un portafoglio bilanciato. Scegliendo diversi strumenti (preferibilmente a bassa, se non nulla correlazione tra loro) è possibile frazionare il rischio connesso all’investimento. Se vuoi approfondire ti consigliamo di leggere il nostro articolo su cos'è la diversificazione finanziaria, e come un consulente BPER Banca può consigliarti nel realizzarla.

5. Studiare bene per capire cosa acquistare

La conoscenza approfondita dei mercati finanziari, delle dinamiche e degli strumenti d’investimento a disposizione è fondamentale per investire in maniera sensata il proprio capitale. Dovete leggere bene i contratti e i prospetti informativi degli strumenti su cui andrete a riporre i vostri risparmi. Non fidatevi di consigli casuali, lontani dalle vostre esigenze e dalla vostra propensione al rischio. Ogni investimento deve essere personalizzato su di voi.

6. L’inflazione: una nemica silenziosa

L’inflazione è un fenomeno economico che comporta l'aumento prolungato del livello medio dei prezzi di beni e servizi, e quindi la diminuzione del potere d’acquisto della moneta. Significa che al suo aumentare, con la stessa quantità di denaro potrai comprare sempre meno cibo, vestiti o servizi di qualsiasi tipo. Questa erosione, seppur più contenuta rispetto ai decenni passati, continua ad avvenire di anno in anno, costituendo una sorta di “​tassa” sul proprio patrimonio.

7. Cercare di limitare la propria liquidità

Lasciare i soldi sul conto corrente non li rende solo soggetti al fenomeno dell’inflazione di cui abbiamo parlato sopra: ogni euro lasciato sul conto corrente è un euro non investito, e che quindi non sta fruttando un rendimento di alcun tipo. Gli italiani sono uno dei popoli più “accumulatori” d’Europa, spesso per paura, incertezza o semplicemente non conoscenza del mondo degli investimenti finanziari. È giusto garantirsi comunque l’accesso a una parte di liquidità finanziaria, ma bisogna sempre considerare l’investimento come la prima soluzione preferibile.

8. Capire con quale frequenza monitorare i propri investimenti

Il monitoraggio degli investimenti è una pratica essenziale per chiunque decida di investire dei soldi. Il problema è stabilire la frequenza del monitoraggio. Sembra una questione banale, ma la frequenza del monitoraggio dipende da molti fattori. Prima di tutto, la propria esperienza nel campo: un investitore alle prime armi dovrebbe tenere una bassa frequenza di monitoraggio, per evitare di cadere nella trappola dell’emotività e delle scelte irrazionali, andando a privilegiare una movimentazione eccessiva. La complessità del portafoglio e il tipo di strumenti utilizzati sono altri fattori che influiscono sul monitoraggio, ma ricordiamoci che mantenere una visione mensile, invece che giornaliera, aiuta a normalizzare le variazioni improvvise dei mercati.

9. Tenere in considerazione il lungo periodo

Uno degli errori più gravi è proprio quello di modificare in maniera repentina l’orizzonte temporale dei propri investimenti, spesso sulla spinta di un momento di crisi, ma anche di euforia. Cambiare la propria tolleranza al rischio vanifica totalmente lo sforzo iniziale della creazione di un portafoglio bilanciato, gettandone nel caos l’orizzonte temporale. Gli effetti negativi delle crisi vengono riassorbiti nel tempo, quindi è necessario non farsi prendere dall’emotività e “attenersi al piano”. Se hai deciso di correre una maratona, non puoi fare scatti saltuari da centometrista.

10. Il PAC: un fedele alleato per entrare nei mercati

Un PAC, o Piano di Accumulo di Capitale, è una forma di investimento sul lungo termine che prevede il versamento periodico del capitale, pur mantenendo una flessibilità per quanto riguarda la composizione del portafoglio. Il PAC rappresenta la soluzione più efficace in un periodo come questo, proprio per il carattere graduale dell’investimento e per la possibilità di impegnare cifre iniziali non necessariamente alte. Come tutti gli strumenti finanziari anche i PAC hanno un costo, e bisogna verificare se questi costi, per l’orizzonte temporale scelto, risultino onerosi.

Se l’incertezza domina i mercati, non c’è niente di meglio che affidarsi a una guida esperta. Il servizio di consulenza finanziaria BPER Banca ti aiuta a orientarti nella difficoltà del momento, sviluppando soluzioni di investimento su misura per le tue esigenze.

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