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Qual è il costo di non investire e lasciare i soldi sul conto corrente?

Secondo l’ultima ricerca pubblicata dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), ad agosto 2020 la liquidità depositata sui conti correnti italiani ha raggiunto la cifra record di 1.672,86 miliardi di euro; una somma imponente, che dall’anno scorso è cresciuta del 7%. Complice l’attuale contesto di crisi, la maggior parte delle famiglie italiane ha quindi preferito conservare il proprio denaro. Ma mantenere i risparmi bloccati non è sempre la scelta più corretta da fare, soprattutto se diventa uno “stile” di investimento alternativo.

Molti pensano che immobilizzare denaro in strumenti infruttiferi (come i conti correnti) sia l’opzione migliore per difendersi dalla volatilità dei mercati e dall’incertezza sul proprio futuro. Certo, il conto corrente è l’emblema del “risparmio sicuro” e liquido, un po’ come un piccolo grande salvadanaio dove poter mettere anche i frutti del lavoro di una vita. Il problema è che, così facendo, i risparmi non solo non crescono, ma col tempo perdono persino valore.

La responsabile di questo processo è l’inflazione, ossia l’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un dato periodo di tempo. Un fenomeno che ha l’effetto di “erodere” il potere d'acquisto della moneta in modo costante, nel medio e lungo periodo. Inoltre, i conti correnti tradizionali costano: non solo in termini di spese fisse, come i canoni mensili, ma anche sotto il profilo delle tasse annuali, se la giacenza media annua è superiore a 5.000 euro.

Supponiamo che tu abbia 10.000 euro sul conto corrente. Ogni anno, pagherai 34,20 euro di bollo; questo costo è fisso a prescindere, non comprende le eventuali spese per canone e quelle riferite ad alcune singole operazioni. Dobbiamo poi calcolare la “tassa occulta” dell’inflazione: anche solo stimandola all’1% annuo per la media del prossimo decennio, avremo un 10% abbondante di perdite accusate. Nel giro di 10 anni, la tua giacenza si sarà ridotta a circa 9.658 euro solo a causa dei bolli. Questi soldi però, tra dieci anni, avranno lo stesso potere d’acquisto di 8.500 euro oggi, per via dell’aumento dei prezzi dovuto all’inflazione. In pratica, nel medio periodo avresti “perso” 1.500 euro (quasi un sesto della tua somma iniziale).

Dietro la decisione di mantenere una determinata cifra sul conto corrente ci sono di solito due motivazioni principali: l’incertezza sul futuro e il timore di prendere decisioni scorrette.

La prima è la paura del bisogno improvviso di liquidità, per imprevisti o simili. Una problematica facilmente risolvibile grazie ai numerosi strumenti assicurativi presenti sul mercato, in grado di fronteggiare in modo efficiente gli eventi inattesi e proteggere la nostra ricchezza (senza rinunciare a investirla).

La seconda è invece la paura di perdere il proprio denaro una volta investito, per la poca conoscenza del mercato, che appare come volubile e pericoloso. La soluzione, anche in questo caso, è semplice: una corretta programmazione di medio periodo che punti a una diversificazione temporale, geografica e di strumento.

Se una volta poteva avere senso lasciare il denaro fermo sul proprio conto corrente, oggi è impensabile affrontare l’incertezza del futuro rimanendo immobili; la scelta migliore è attivarsi. Investire coerentemente con il proprio profilo, in asset ben diversificati e mantenendo un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, permette di eliminare l’ansia del timing di entrata sui mercati e di sfruttarne a pieno le potenzialità. I mercati finanziari, infatti, se affrontati con razionalità e con la giusta competenza, possono offrire opportunità anche in momenti di forte volatilità.

Una corretta pianificazione finanziaria, in ottica di rendimenti, nella maggior parte dei casi si rivela una scelta migliore rispetto al lasciare parcheggiati i propri risparmi sul conto corrente. Partendo dal tuo stato attuale e tenendo conto delle tue necessità e aspettative, oltre che della tua propensione al rischio, un asset allocation diversificata può farti ottenere rendimenti positivi, proteggerti dall'inflazione e creare una fonte di sostegno o di integrazione al tuo reddito corrente – a seconda di dove ti trovi, se in età lavorativa o più vicino alla pensione. Il tutto sotto il segno della propria pianificazione previdenziale, individuando le risorse da “dedicare’’ ai fini integrativi, per mantenere nel tempo lo stesso tenore di vita.

Se vuoi iniziare a costruire il tuo portafoglio ma non sai da dove partire, puoi sempre affidarti a un consulente, come quelli che trovi in BPER Banca: professionisti capaci in grado di interpretare i tuoi bisogni e di consigliarti al meglio per il futuro, per dare valore ai tuoi risparmi.

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