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Superbonus 110%: verso la proroga per un incentivo di grande successo
Consulenza sul patrimonio

Il Superbonus 110% è una agevolazione fiscale per interventi di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico di singole unità immobiliari o condomini. Introdotto dal D.L. “Rilancio” del 19 maggio 2020 per far fronte alle difficoltà economiche causate dalla pandemia di Covid-19, la misura punta a beneficiare tutti i soggetti coinvolti in interventi al patrimonio immobiliare, ossia persone fisiche e imprese edilizie, aumentando allo stesso tempo l’efficienza energetica degli edifici italiani.

Il Superbonus ha incontrato un grande successo: secondo i dati pubblicati dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) al 30 settembre 2021 erano stati presentati 46.195 certificati di asseverazione – ossia studi di fattibilità corredati da un piano economico – per un totale di 7,5 miliardi di € di investimenti messi a detrazione, di cui 3,5 per lavori a condomini. L’investimento medio ammonta a circa 558.000€ per i condomini, 102.000€ per edifici unifamiliari e 94.000€ per unità immobiliari funzionalmente indipendenti.

Il consenso del Superbonus ha portato il Governo a discutere una possibile proroga del tempo di scadenza e della percentuale dell’agevolazione, attualmente prevista al 30 giugno 2022 per le persone fisiche e al 31 dicembre 2022 per i condomini e, a certe condizioni, per i condomini c.d. “minimi”. Nella Nota di Aggiornamento al Documento Economia e Finanze (NADEF) è previsto “il prolungamento di diverse misure di rilievo economico e sociale, fra cui [...] gli incentivi all’efficientamento energetico degli edifici” – come confermato dallo stesso Ministro dell’Economia Daniele Franco. La sfida del governo sarà trovare spazio nel bilancio per una misura sì molto popolare, ma anche gravosa per i conti pubblici.

Il grande successo riscosso dalla normativa sul Superbonus è dovuto principalmente a due fattori: a) l’elevata aliquota di agevolazione del 110% che, sostanzialmente, fa sì che il contribuente possa ammodernare il suo immobile a costo zero; b) la possibilità di cessione del credito.

Da un lato, è bene segnalare, infatti, che questa agevolazione non sostituisce, ma si affianca alle detrazioni già previste: per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (c.d. “bonus ristrutturazioni”), la cui percentuale di agevolazione è del 50% sulle spese sostenute; di riqualificazione energetica degli edifici, cd. “ecobonus”, con un’agevolazione del 50% o del 65% a seconda della tipologia di intervento; e, infine, al c.d. bonus facciate (quest’ultimo fino a dicembre 2021, in base alla normativa attuale) con un’aliquota del 90% sulle spese effettuate.

Ma il vero punto di forza è rappresentato dalla possibilità per i contribuenti di cedere il credito, recuperando l’intera o parte della spesa sostenuta in tempi rapidi (addirittura, se gradito, a stato avanzamento lavori) invece di aspettare la detrazione in dichiarazione dei redditi, diluita in cinque quote annuali per il Superbonus (dieci per gli altri bonus). Ricordiamo, peraltro, che, ad oggi, in attesa di un intervento normativo, è possibile cedere il credito derivante da Superbonus anche nel 2022, azione preclusa per i bonus “minori”.

Al di là della possibile futura proroga, da più parti (in particolare, associazioni dei proprietari di casa, imprese edili e professionisti) si è chiesto di “stabilizzare” il beneficio fiscale per permettere a tutti i possibili interessati di usufruirne. In questo contesto, considerando la difficile sostenibilità di lungo periodo del Superbonus così come strutturato, una delle proposte è quella di unificare le agevolazioni attualmente esistenti in un’aliquota ridotta che dovrebbe garantire una maggiore coesione e omogeneità tra le diverse misure. Pertanto, finché possibile, è opportuno approfittare dell’agevolazione in parola.

BPER Banca si inserisce in questo contesto con soluzioni specifiche per privati e imprese che vogliono usare il Superbonus 110%. Se sei un privato puoi ricevere liquidità tramite la cessione del credito d’imposta generato dai lavori di ristrutturazione e riqualificazione e, se ne hai necessità, puoi richiedere un supporto finanziario per l'esecuzione delle varie tipologie di interventi. Se sei un’impresa puoi recuperare il credito fiscale derivato dallo “sconto in fattura”, che hai applicato ai tuoi clienti, ed eventualmente ottenere un supporto finanziario per sostenere le spese dei tuoi cantieri tramite un anticipo sui tuoi contratti o sulle tue fatture.

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